Rubriche
L'Angolo Rosa di Sara Mossolani
Da sabato 10 luglio 2010, si inaugura questa nuova rubrica di racconti, tecnica, cenni storici, news e quant'altro gli verrà in mente a cura della nostra fortissima Sara Mossolani. Grazie Sara.
Andrea Libanore 10-07-10
05-06-11: CURIOSITA' DAL GIRO
Curiosita' dal GiroLa parola a Davide Cassani , ex ciclista e ora commentatore Rai che ci spiega un po di cose che non tutti sanno (intervista tratta da Voce Arancio Magazine di ING direct) : «Una squadra al Giro d’Italia è composta da 9 corridori. Ogni ciclista ha in media tre bici, i capitani possono arrivare anche a quattro». Quanto costano queste bici? «Una bici da corsa professionale costa dai seimila ai novemila euro». Che fine fa dopo la gara? «Non viene buttata via. Può essere usata anche nelle corse successive. I componenti devono naturalmente essere sostituiti, ma il telaio può durare fino a 4-5 mesi». I ciclisti se le tengono? «Non direi che i ciclisti si affezionino sempre alle bici. Magari si tengono quella con cui si è vinto qualcosa d’importante. Poi ci sono casi limite: il tedesco Erik Zabel le conserva tutte, potrebbe farci un museo».Alessandro Ballan tiene dentro una teca in salotto la bicicletta con cui vinse il campionato del mondo a Varese, nel 2008.Ernesto Colnago, classe 1932, produttore di bici, parla con le sue creazioni (le chiama “le ragazze”). Una volta gli era capitata una bicicletta che non «andava d’accordo» con Eddy Merckx. Allora lui l’accarezzò prima di ammonirla: «Ti avverto, pischella, come ti ho creata ti distruggo! Prova ancora a far arrabbiare Merckx e ti strappo i freni e me li mangio».Giovanni XXIII chiese a Bartali d’insegnargli ad andare in bici: «Voleva perdere qualche chilo pedalando su e giù per i viali vaticani».La bici più costosa del mondo, costruita in dieci esemplari, placcata in oro 24 carati e incrostata da 600 cristalli Swarovski. Sellino Brooks in pelle, rifiniture in cuoio, uno scudetto con foglia d’oro davanti al manubrio. Costo: 80.000 euro. Pù economica la versione senza Swarovski: 20.000 euro (solo 50 esemplari).Gugliemo Marconi regalò alla fidanzata Beatrice O’Brien una bicicletta. Su consiglio della futura suocera ci aggiunse anche un diadema di brillanti brasiliani.«La bicicletta è una linea retta con l’infanzia»
18-12-10: QUELLA VOLTA CHE BABBO NATALE NON SI SVEGLIO' IN TEMPO
di Thomas Matthaeus Muller.
Hubert, l'anziano Babbo Natale, saltò giù dal letto: accipicchia, non si era svegliato in tempo! Era già la vigilia di Natale, e non c'era ancora nulla di pronto, nemmeno un pacchettino! Dappertutto sul pavimento erano sparse in disordine le molte letterine di Natale che il postino aveva fatto passare attraverso una fessura della porta. Quasi contemporaneamente qualcuno busso alla porta e la renna Max, fedele assistente di Hubert, entro' puntuale come ogni anno. "E che cosa faccio adesso?" si lamento Hubert. "La sveglia non ha suonato!" "Chiedi a Otto, il mago, se può fermare il tempo, cosi tu potresti procurarti ancora tutti i regali", suggerì la renna Max. "Otto sa soltanto far apparire conigli dal cilindro!" brontolo arrabbiato Hubert. "E per di più soltanto bianchi!" "Allora portiamoci dietro la cassa dei travestimenti", disse la renna Max. La cassa dei travestimenti era un baule enorme e pesante, piena di vecchi costumi, fazzoletti colorati, cappelli, scarpe e scialli che Hubert, anni prima, aveva ricevuto in regalo da una compagnia teatrale. Quando la caricarono sulla slitta questa si ruppe nel mezzo. "E adesso che faccio?" si lamento Hubert. "Portiamola a mano." sbuffo la renna Max, si sfrego gli zoccoli prima di mettersi al lavoro e trasportarono la cassa cosi per tutta la strada fino in città... per fortuna era in discesa. Tutti i bambini stavano già aspettando con ansia i regali di Natale. Ma quell'anno Hubert e Max, al posto dei regali, fecero una divertente rappresentazione teatrale. E non ebbero niente in contrario quando, uno dopo l'altro, i bambini si misero anch'essi a recitare. Si narrava di un Babbo Natale stanco e arruffato... e l'inizio faceva cosi: Hubert, l'anziano Babbo Natale, salto giù dal letto ... accipicchia, non si era svegliato in tempo! BUON NATALE A TUTTI!!!
10-11-10: TRE CONSIGLI PER IL SANO SPORTIVO
1) PROIBITO: pensare che il bello dell'amore e' che puo' essere dolce, dolcissimo, tanto non ingrassa.
2) CONSIGLIATO: variare la dieta con un piatto agrodolce.
3) OBBLIGATORIO: contro l'ipoglicemia un bacio al risveglio, uno a colazione.................dose no-stop dopo cena.
30-10-10: DIARIO....
Tutti gli sportivi siano essi agonisti, amatori o semplici appassionati annotano i loro allenamenti. C' e' chi lo chiama quaderno, taccuino, foglio, diario............Mi viene da sorridere ..... Diario.............Chi di noi ragazze da adolescenti non ha mai avuto un diario segreto? Io lo conservo ancora e quando mi capita di rilegggerlo mi accorgo che gli anni sono passati. Il diario e' stato il primo confidente, l' amore, i litigi, i pianti, la rabbia, i desideri, i sogni e le ambizioni, tutto scritto li, indelebile. A volte penso di buttarlo ma e' stato alla fine, un pezzo della mia vita. Quando ho smesso di scriverlo? Forse non ho mai smesso di scriverlo.....la Vita e' diventata la penna, l' Anima e' diventata il Diario.
17-10-10: DAL "CODICE DEL COMITATO INTERNAZIONALE OLIMPICO"
Il vero sportivo.
COME ATLETA:
1. pratichi lo sport per passione;
2. lo pratichi disinteressatamente;
3. segui i consigli di coloro che hanno esperienza;
4. accetti senza obiezioni le decisioni della giuria e dell'arbitro;
5. vinci senza presunzione e perdi senza amarezza;
6. preferisci perdere piuttosto che vincere con mezzi sleali;
7. anche fuori dello stadio ed in qualunque azione della tua vita ti comporti con spirito sportivo e con lealtà.
COME SPETTATORE:
1. applaudi il vincitore, ma incoraggi il perdente;
2. poni da parte ogni pregiudizio sociale o nazionale;
3. rispetti la decisione della giuria e dell'arbitro anche se tu non la condividi;
4. sai trarre utili lezioni dalla vittoria e dalla sconfitta;
5. ti comporti in maniera dignitosa durante una gara, anche se sta giocando la tua squadra;
6. agisci sempre ed in ogni occasione, tanto dentro quanto fuori dello stadio, con dignità e sentimento sportivi.
02-10-10: DIALOGO (IM)PROBABILE FRA CICLISTI
Premessa: Per chi non lo sapesse, i cilcisti (non me ne vogliano) sono tra gli sportivi piu' strani che ho conosciuto. Premetto, e ripeto,non me ne vogliano, sono considerazioni personali, e dopotutto anche io ho iniziato la mia carriera sportiva da ciclista, adoro il ciclismo e tutto quello che sta intorno. (quasi tutto). Dunque dicevo.. strani la prima cosa che guardano il mezzo: telaio, cambio, forcella e intavolano discorsi da far invidia a un progettista. Poi sono falsi, avete mai chiesto a un ciclista quanti km ha fatto durante l'anno? Ecco, qui i ciclisti si distinguono in due gruppi, il primo dira' la meta' dei km fatti e il secondo il doppio a Voi sapere riconoscere quando moltiplicare o quando dividere, ci vorra' un po' di pazienza ma...con il tempo si impara. Non e' facile entrare nel" giro ciclistico amatoriale", se sei nuovo ti studiano, vedi sui loro volti un punto interrogativo ma per adesso nessuno si avvicina, aspettano la fine della gara.....poi arrivano a chiederti la classifica e da qui ti catalogano...possibile pericolo...potresti spodestare qualcuno dalle prime posizioni. Per le donne e' diverso, arrivi nuova e subito vengono a conoscerti, ti fanno subito capire che non avrai vita sportiva facile....e si le amazzoni del pedale sono dirette, capisci subito con chi hai a che fare. I ciclisti li riconosci dal fisico, magri, asciutti, viso scavato, il polpaccio ben definito scalatori, un po' ma dico un po' piu' in carne, gamba ben definita quadricipite ben sviluppato passisti e non dimentichiamo la gamba depilata che e' un must in questo sport. ( si lo so c'e' il motivo). Potrei aggiungere molto altro su questa strana razza, ma vorrei soffermarmi sui termini usati dai ciclisti ed e' per questo che ho deciso il titolo di questo mio dialogo inventato fra il Signor Ciauesco (A) e il Signor A' tancaTa Inchiu Tu (B). I due si incontrano durante un' uscita in bici: A) Ehila, ho visto con la coda dell'occhio che "succhiavi la ruota" B) Ciao...si mi sono "attaccato" perche' sono leggermente "brasato" oggi Aggiungi un appuntamento per oggi ho macinato 100km con diversi "strappi" e sono quasi "bollito" A) strano non sembri "piantato sui pedali" B)No le "gambe girano ancora bene", non "sento la catena", anche se in alcuni tratti ho "visto la madonna" A)quanti km hai sulle gambe? B) quest'anno ne ho macinati pochi penso 15000 A) e si...pochini io ne ho 25000 sulle gambe, quest'anno ho gareggiato e ne ho "fregati" tanti B)e beh certo si vede che la "gamba c'e'". Io in qualche gara sono "saltato", ho fin pensato di "attaccare la bici al chiodo", le gare ..devi "smanettare", "scremare" "levare", gli anni passano..A) e si... poi bisogna essere "sgamati", "tirare"poco, "lasciarsi sfilare". "sfruttare la scia" B) e si..fondamentale poi non parlarmi del dover "rilanciare l' andatura" a una certa eta' lo "spunto" comincia a mancare A)deduco che sei un passista, vedo che quando pedali in pianura sembri"una moto" B) tu invece...scalatore, ho visto la tua pedalata "en danseuse" su quello strappo al 15% A)e si..la stagione e' al termine ma "viaggio" ancora bene.B) ah ecco..io giro qui adesso "attacco" l'ultima salita poi torno a casa A) io proseguo in agilita' B) allora...alla prossima A) certo magari in qualche gara.. E le gambe girano girano girano............................... Ogni riferimento a fatti, persone o luoghi e' puramente casuale.
01-10-10: VIVI LA VITA (MADRE TERESA)
La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.
18-09-10: SESSO E SPORT
Da:non solo fitness.it - Sapevate che: Alfredo Binda, uno dei più grandi ciclisti, era solito dire che, le ragioni del suo successo derivavano dal concedersi un solo rapporto sessuale l'anno. Ben Johnson, prima delle competizioni, richiedeva espressamente agli organizzatori, che gli fossero messe a disposizione due belle ragazze per fare il giusto... riscaldamento.Secondo le ricerche, le donne che fanno sesso poco prima della competizione sportiva, riescono ad ottenere prestazioni migliori. L'unico momento in cui, per certo, non dovrebbe essere praticato del sesso da parte degli atleti di sesso maschile è subito prima della gara, pena una perdita di efficienza del 10/12%. Altre curiosita' trovate fra le pagine web: 1. La prima erezione dell'uomo si verifica nell'ultimo trimestre di gravidanza quando è ancora un feto. 2. Nell'antica Babilonia, il codice di Hammurabi puniva la donna vittima di violenza. Se una donna sposata veniva violentata veniva considerato adulterio, lei e l'uomo colpevole di violenza venivano uccisi. 3. Fino al 1972 negli Stati Uniti l'omosessualità era considerata una malattia mentale E per questo veniva curata con elettroshock. 4. Fino al 1884 una donna in Inghilterra poteva essere arrestata se negava un rapporto sessuale al marito. 5. In Indonesia la masturbazione viene punita col taglio della testa. 6. Nello stato americano del Maryland, le macchinette dispensatrici di preservatici sono illegali. Cessano di esserlo solo se si trovano "in luoghi dove si vendono bevande alcoliche da consumare sul posto". 7. A Hong Kong, una moglie tradita può uccidere il marito adultero, la legge glielo consente, ma può farlo solo a mani nude! Mentre può uccidere come più le aggrada l'amante del marito 8. La pena per l'adulterio nell'antica Roma era l'amputazione di una narice. 9. Sempre nell'antica Babilonia, gli uomini potevano dare in pegno le proprie mogli nel caso in cui fossero costretti a chiedere un prestito. 10. Nel Bahrein, la legge consente a un medico di sesso maschile di fare una visita ginecologica a una donna, ma non di guardare direttamente i suoi genitali. Può soltanto vederli riflessi in uno specchio. 11.. Ai musulmani è proibito guardare i genitali di un cadavere, e questo vale anche per gli impresari di pompe funebri; gli organi sessuali dei defunti devono sempre restare coperti da un mattone o un pezzo di legno per tutto il tempo. 12.A Guam ci sono uomini il cui lavoro a tempo pieno consiste nel girare per le campagne e deflorare giovani vergini che pagano per il privilegio di stare con un uomo per la prima volta. Il motivo: La legge dell'isola stabilisce a chiare lettere che una donna vergine non può sposarsi 13. A Cali, in Colombia, una donna può avere rapporti sessuali soltanto col marito, e la prima volta che ciò accade, nella stanza deve essere presente anche la madre di lei.
18-09-10: E IL VOSTRO TEMPO CHE VALORE HA?
Girovagando fra le pagine web: ......Per scoprire il valore di un anno, chiedilo ad uno studente che e' stato bocciato all'esame finale........Per scoprire il valore di un mese, chiedilo ad una madre che ha messo al mondo un bambino troppo preso........Per scoprire il valore di una settimana, chiedilo all'editore di una rivista settimanale........Per scoprire il valore di un' ora, chiedilo agli innamorati che stanno aspettando di vedersi....... Per scoprire il valore di un minuto, chiedilo a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l'aereo....... Per scoprire il valore di un secondo, chiedilo a qualcuno che e' sopravvissuto a un incidente...... Per scoprire il valore di un millesecondo, chiedilo ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento. Ecco quello che do io al mio tempo: Un anno la programmazione delle ferie. Un mese la programmazione del turno di lavoro. Una settimana la programmazione degli allenamenti e dei lavori di casa. Un ora la lettura di un capitolo di libro. Un minuto la timbratura dell'uscita dal lavoro. Un secondo il tempo per dare un bacio a mio marito prima di uscire da casa. Un millisecondo......cosa e' e' e' e'?????? E nel mezzo: Fugge frattanto, fugge il tempo irrecuperabile (Virgilio)
03-09-10: SCRIVERE E' UNA FORMA SOFISTICATA DI SILENZIO
03-09-10: CASCO, OCCHIALI, BICI E VIA...
Chiedo a Voi, che iniziate a leggere queste mie poche e probabilmente noiose righe, siete di quelle persone che pianificano di ogni uscita il percorso , i tempi, le salite, azzerate il cronometro o Vi lasciate trasportare dal momento, dallo stato d'animo, dai pensieri..... Io non decido quasi mai il giro; una buona colazione, calzoncini, maglietta, scarpette, casco e occhiali inforco la mia bici e inizio a pedalare. In questi ultimi anni sportivi, mi sono accorta che se devo ragionare , prendere decisioni oppure se sono stanca ma ho bisogno di rilassarmi opto per percorsi pianeggianti, se non voglio pensare a nulla, se sono nervosa o voglio liberare la mente i percorsi saranno in salita. Piu' la salita si fa impegnativa , piu' la fatica aumenta, piu' i pensieri si allontanano, piu' riesco a concemtrarmi su me stessa. La pedalata si fa meno agile, la fronte si imperla di sudore,il respiro piu' corto ed affannoso, il cuore batte sempre piu' velocemente e martella nella testa prendendo il posto degli ultimi pensieri. Una goccia di sudore cade sul telaio, gli occhi bruciano, la gola e' secca.... Bevo un sorso di acqua.....Mi alzo sui pedali per riprendere fiato.... "Dai, fra poco ci sara' la discesa"..... Mi accorgo che la mia mente e' libera quando sento il rumore del silenzio attorno....qualcosa che sentono e apprezzano in pochi....Qualcosa che come la fatica, la gioia, il dolore di certi momenti non puoi condividere con nessuno, e' personale , difficile da spiegare e da capire. "dai ancora qualche pedalata.....fra poco inizia la discesa" Un sospiro rompe il silenzio finalmente......, l' aria che ti accarezza il viso, che ti rinfresca, che da sollievo...... l'aria che si fa sentire fischiandoti nelle orecchie, che ti fa sentire la velocita.......l'aria un piacevole suono che ti dice che la tua personale fatica e' finita...... l'aria che rompe il silenzio .... i pensieri prepotentemente ritornano ad impadronirsi della mente.... Provate per una volta ad ascoltare il silenzio, se ne siete capaci, e probabilmente capirete.......
29-08-10: CIO' CHE NON "UCCIDE" FORTIFICA
Cio' che non ti "uccide" fortifica. Qualcosa di strano durante gli allenamenti penso sia successo a tutti e magari anche di sentirsi dire frasi del tipo: "Vai Pantani"! "Vai che arrivi primo" "pensavo non saresti riuscito a stare a ruota" oppure " guarda e' una donna", come se fossimo delle marziane su uno strano mezzo oppure qualcuno che vi guarda come se foste dei matti a pedalare sotto il solleone o con il freddo.Per quanto riguarda quello che e' successo a me in questi anni di sport ho catalogato le stranezze in tre categorie: veritiere,ingenue, fantozziane. veritiere: mentre correvo per i fatti miei vedo una signora che si ferma sulla soglia di casa e mi guarda passare, gentilmente la saluto e lei contraccambiando continua a seguirmi con lo sguardo. Mi allontano di qualche metro e sento una vocina dietro di me: "cura, cura che il cu' ta gle' bel gros", per chi non conoscesse il dialetto:" corri corri che il sedere e' bello grosso". Ingenue: giornata di luglio sempre di qualche anno fa, sto' pedalando tranquillamente verso casa, mi si affianca un vecchietto e facciamo insieme qualche km parlando del piu' e del meno. A un certo momento si ferma sotto un ombra e, pensando che non si sentisse molto bene, mi sono fermata chiedendo se ci fosse qualcosa che non andava. La sua risposta:" dam un base' e t' avdare' che va' tut cos be''", traduco il dialetto: "dammi un bacino e vedrai che andra' tutto bene". Fantozziane: luglio, caldo soffocante, ma io decido che quel giorno attacchero' la salita di Schizzola. Mentre cerco di rimanere in equilibrio a 35 pedalate al minuto e cerco di raccogliere tutte le energie per arrivare in cima, ecco arrivare una macchina, rallenta....mi dico certo la strada e' stretta....una testa esce dal finestrino e una candida voce:" sa tat cromp al muture' at fe' men fadia", tradotto:" se ti compri il motorino fai meno fatica". Avete adesso capito il perche' del titolo? Buona pedalata a tutti.
29-08-10: VITA, BICI E PENSIERI LIBERI
Non vi capita a volte, di pensare a come e' nata la nostra passione per la bici? Non vi capita di guardarvi indietro e chiedervi perche' questo sport? Forse non c'e' risposta o ....forse potrebbe essere un percorso di Vita che una persona decide di fare o......... forse la Bici e' entrata per caso nella nostra Vita.....oppure qualcuno ha deciso per noi..... Secondo Voi potrebbe essere la Bici paragonata alla Vita di ciascuno di noie la Strada il Come ognuno di noi vuole affrontare la Vita? Ogni persona ha il proprio passo (lento, veloce) e affronta la strada (Vita) come meglio crede o come riesce in quel momento. Trovi sempre qualcuno che va piu' forte di te e se ti guardi indietro ti accorgi che c'e' sempre qualcuno che non riesce a starti a ruota. Ci sono persone anziane che pedalano lente, i giovani piu' veloci, i bimbi pedalano per gioco.... siamo tutti legati alla propria Bici (Vita) e ogni persona pedala come vuole veloce, piano ...e poi c'e' colui che pedala calmo, rilassato e gusta tutto della sua pedalata (Vita) e si rilassa. .........E Voi come pedalate? Proviamo a pensarci....... Buona Pedalata a Tutti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
29-08-10: IL SEGRETO DELLA VITTORIA E' DI VOLERE POCHE COSE PER VOLTA, MA DI VOLERLE A OGNI COSTO.
29-08-10: UNA DONNA AL GIRO D'ITALIA
(Tratto da Aver Associazione Velocipedisti Eroici Romagnoli). Alfonsina Morini Fu l'unica donna che ha corso il Giro d'Italia assieme agli uomini rivoluzionando tutte le convenzioni sociali. Un diavolo in gonnella negli anni epici del ciclismo. Ecco la storia straordinaria e misconosciuta di Alfonsina Morini da Castelfranco Emilia, maritata Strada, inarrestabile protagonista di mirabolanti imprese ciclistiche. Classe 1891, di origini poverissime, Alfonsina Strada sfida ogni convenzione sociale: a inizi Novecento, quando essere donna significa essenzialmente essere moglie e madre, lei inforca la bicicletta e corre.Tutti la ricordano per essere stata l'unica donna ad aver partecipato al Giro d'Italia maschile. Alfonsina Morini in Strada, nata a Riolo di Castelfranco Emilia il 16 marzo 1891 era sicuramente una donna libera. Disputò nel 1924 il Giro d'Italia classificandosi trentesima davanti a diversi altri corridori. Nella sua carriera altre trentasei volte vinse gare ciclistiche contro uomini. Alfonsina Morini era nata da una famiglia di contadini. Aveva cominciato a correre con la vecchia bicicletta del padre ed era stata la "vedette" delle competizioni sportive della zona. Per la gente di Castelfranco, era diventata "il diavolo in gonnella".Logico che amici, parenti e genitori non vedessero certo di buon occhio i propositi anticonformisti: non è difficile immaginare la fermezza con la quale si opposero alla passione della figlia. Alla fine si disse chiaro che doveva sposarsi e farla finita con certe manie sportive. Così nel 1915, ad appena 24 anni Alfonsina si sposò con il cesellatore Luigi Strada: un uomo intelligente, moderno, senza pregiudizi, che anzichè ostacolare la passione della sposina la approvò e la appoggiò in pieno. Lo si capì subito il giorno delle nozze quando Alfonsina ricevette in dono dal marito una bicicletta nuova fiammante, con il manubrio ricurvo all'indietro proprio come occorreva per gareggiare. E se ne ebbe conferma l'anno successivo quando la coppia si trasferì a Milano e Alfonsina cominciò ad allenarsi regolarmente sotto la guida del marito.Partì con la sua bicicletta da uomo, con i suoi calzoni alla Zuava, con il viso buono e sorridente, donna, prima ancora che atleta, riuscì ad arrivare fino a Napoli. Aveva compiuto regolarmente quattro tappeNegli anni successivi le fu negata l'iscrizione al Giro, che però seguì ugualmente con la sua bicicletta per lunghi tratti, conquistando l'amicizia, la stima e l'ammirazione di Cougnet, Giardini, Emilio Colombo, Cattaneo, Lattuarda, Girardengo, ed di molti giornalisti e corridori Rimasta vedova di Luigi Strada, Alfonsina si risposò a Milano il 9 dicembre 1950, con un ex ciclista che aveva colto numerosi allori su pista, il gigantesco Carlo Messori, con l'aiuto del quale continuò nella sua attività sportiva fino a che non decise di abbandonare lo sport, ma non la bicicletta che continuò ad usare come suo mezzo di locomozione preferito. E rimase sempre in quel nel mondo perchè con il secondo marito aprì a Milano un negozio di biciclette con annessa una piccola officina per le riparazioni. Messori morì nel 1957 e Alfonsina rimase sola per la seconda volta. Doveva provvedere a curare la casa milanese di via Varesina dove era andata ad abitare e la bottega di riparazioni che aveva gestito con il secondo marito per più di vent'anni. Ogni giorno per andare al lavoro usava la sua vecchia bicicletta da corsa indossando una abbondante gonna pantalone. Quando cominciò a sentirsi ancora più stanca comperò una Moto Guzzi 500. Pare che per acquistare la motocicletta di colore rosso, avesse venduto parte delle sue medaglie e dei suoi trofei Morì il 13 settembre del 1959 all'età di 68 anni. Era partita da casa molto presto con la sua moto per assistere alla famosa "Tre Valli Varesine" ed era rientrata a sera. Alla portiera di casa aveva detto "come mi sono divertita, signora. Proprio una bella giornata. Ora porto la moto in negozio e torno in bicicletta" uscì. La portiera sentì che cercava di avviare la moto ma non vi riusciva. Si affacciò sulla strada per vedere: Alfonsina .spingeva con forza, con rabbia sulla leva di avviamento. D'un tratto la moto le sfuggì di mano, e lei le cadde sopra come volesse abbracciarla. La soccorsero, la caricarono su una macchina per portarla all'ospedale, ma quando arrivarono era già morta per una crisi cardiaca. Si pensava nel 1959 che con lei fosse cominciata e finita la storia delle donne cicliste. I tempi sono cambiati e il ciclismo femminile ha conquistato notevoli primati. Alfonsina Morini sarebbe certamente contenta di saperlo. Andava in bicicletta perchè le piaceva più di ogni altra cosa al mondo e se esistesse il premio "una vita per lo sport" toccherebbe proprio a lei che ha cominciato a correre a dieci anni e che, a sessantotto, ha reclinato il capo su un manubrio.
10-07-10: LE ORIGINI
Ecco come si esprimeva a fine secolo, un medico tedesco: "Hai mai visto qualcosa di piu' ripugnante, odioso, meschino, dello spettacolo offerto da una pedalatrice ansimante, paonazza, con gli occhi arrosati dalla polvere? A una simile furia in azione non resta piu' un pizzico di grazia. E come e' possibile con la schiena inarcata in quel modo e quel deratano che sporge cosi' provocante? Un corpo femminile ideale resta per me quello con le linee morbide e le piacevoli rotondita', Il velocipide, invece rende spigolosi rinsecchisce questi esseri che della donna non hanno piu' nulla". Cicliste, aspiranti cicliste, cicliste in erba, maschietti ciclisti,forse non sapete che non siamo le prime ad usare questo stupendo mezzo di locomozione. La donna in bicicletta non rappresenta una novita'. La storia delle nostre "nonne" cicliste inizia alla fine dell' 800, gli stessi anni in cui vennero create le prime bici e i primi uomini cominciarono a pedalare. Come sempre la donna ha dovuto combattere per ottenere questa semplice possibilita'; lottare contro le altre donne piu' conservatrici, vincere pregiudizi e luoghi comuni. Ricordate come si vestivano le donne alla fine dell'800? Gli abiti femminili nascondevano il corpo ,busti, sottogonne e crinoline erano indispensabili, oltretutto la moda dell'epoca imponeva ombrellini e cappellini, per non parlare delle acconciature. Gli "innominabili" (pantaloni) non erano minimamante concessi a una signora per bene. Una donna in bicicletta e in calzoni era considerata immorale, priva di femminilita' e anche brutta. Nel 1851 Amelia Bloomer fu una delle prime a lottare per i diritti delle donne. Sperimentò lei stessa un nuovo abito e invitò le donne a imitarla. Era una tunica ampia e lunga al ginocchio o pantaloni larghi arricciati alle caviglie. Fu un fallimento ma solo perchè prematuro. 5o anni dopo infatti il ciclismo spinse le donne a utilizzare un abito simile. Quindi fu lo sport a far si che l'abbigliamento femminile si evolvesse verso la comodità. Oggi anche noi amazzoni parliamo di bici su misura, altezza del cavallo, di telaio in carbonio o alluminio, di pacco pignoni ….e si, proprio cosi' cari maschietti ciclisti. Ma all'inizio del secolo le nostre "nonne" cicliste oltre a pedalare con 5 o 6 kg di vestiti scomodi addosso dovevano usare bici che i costruttori dell'epoca inventavano apposta per loro …… non si poteva certamente sollevare la gamba sopra la canna e far vedere anche solo per un attimo il pizzo dei mutandoni!! I medici consideravano insalubre l' utilizzo del velocipide, i muscoli si affaticavano e si avevano crampi, si calava di peso, le pulsazioni aumentavano e tutto questo poteva provocare gravi danni all'organismo soprattutto di una donna. Era proibito pedalare durante le mestruazioni e si credeva che il gesto atletico mettesse a repentaglio gli organi di riproduzione rischiando di rendere la donna sterile. Alla gogna era messo il sellino, per i moralisti dell'epoca, infatti, la posizione del corpo protesa in avanti e la pressione sul clitoride avevano un effetto stimolante….pedalare e masturbarsi era veramente troppo!!! I moralisti furono messi a tacere con l'invenzione del "christi" un sellino piu' largo e piu' lungo del normale. Fortunatamente la situazione a fine secolo tendeva lentamente a migliorare con il diffondersi della moda della bicicletta , attraverso studi piu' seri e meno pregiudizi, anche se il punto di vista dominante restava quello dell'uomo che giudicava se pedalare era opportuno, se l'immagine della pedalatrice era bella o brutta, se lo sport faceva bene o male……insomma era lui a decidere. Oggi la situazione e' cambiata, nessuno osa piu' pensare che ci siano differenze sul piano dei diritti e delle possibilita' tra uomo e donna. Possiamo muoverci come ci pare e non ci sono piu' tutte le complicazioni che c'erano 100 anni fa. Mostrare la caviglia non e' piu' scostumatezza. Gli "innominabili" sono diventati sempre piu' corti, le magliette aderenti e con colori sempre piu' sgargianti, e noi donne non ci facciamo mancare un vezzo quale puo' essere un caschetto rosa o le unghie laccate dello stesso colore della maglietta, riusciamo sempre ad essere femminili dopo ore di bici sotto il sole o la pioggia , nel fango o nella polvere, stanche, stremate e felici di aver cavalcato questo fantastico mezzo che da' liberta' e gioia.